1775229289Cod. R114 Madonna del Mare e Arredi• Madonna del Mare (Maternità) Olio su masonite, raffigurante la Maternità. Il quadro apparteneva alla Cappella di bordo del transatlantico REX ed era collocato sopra l'altare, incastonato nella boiserie.
o Dimensioni del pannello: cm 144 × 233 (56.5 × 92 in).
o Cornice: Coeva in legno scolpito e dorato; dimensioni complessive cm 134 × 228 (52.7 × 90 in).
o Autore: Realizzato dal pittore Pietro Gaudenzi nel 1930 (firmato in basso a sinistra "Pietro Gaudenzi" e in basso a destra "Pietro Gaudenzi Milano").
• Cristo crocifisso fusione in zama patinata bronzo, 1929; collocato sull'altare della Cappella del REX. Firmato e datato.
o Dimensioni: cm 52 × 76 (Crocifisso); cm 63 × 119,5 (Croce lignea, forse non coeva).
o Autore / Fonderia: Scultura di Pietro Piraino (Casteldaccia [PA] 1878 – Roma 1950) per la Fonderia Laganà di Napoli.
• Harmonium modello Crescendo (Patent 283505) Lipsia 1930-1932; collocato nella Cappella del REX all'interno del finto confessionale di sinistra.
o Dimensioni: cm 136 × 70 × 150.
o Produttore / Distributore: Prodotto dalla ditta M. Hörügel (Leipzig) e venduto dalla ditta Ricordi & Finzi di Milano.
• Serie di n. 2 panche e n. 2 inginocchiatoi Legno intagliato, 1929-1931, prive delle imbottiture originarie; già collocate sia al piano inferiore sia sulla balconata della Cappella del REX.
o Dimensioni: cm 305 (panca a cinque posti e inginocchiatoi); cm 152 (panca a tre posti).
o Manifattura: Officina Vittorio Ducrot (Palermo 1867 – Roma 1942).
INQUADRAMENTO GIURIDICO E PROVENIENZA STORICA
Beni per i quali è stato avviato il procedimento di dichiarazione di interesse artistico, storico e demoetnoantropologico particolarmente importante, ai sensi dell’art. 10, comma 3, lett. a) e d) e degli artt. 13 e 14 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio e successive modifiche ed integrazioni).
Si tratta di un insieme integrato di arredi originariamente commissionati e prodotti per la decorazione della cappella liturgica del leggendario transatlantico REX — simbolo dell’Italia degli anni Trenta e del suo genio navale. Il complesso è stato straordinariamente preservato dalla dispersione grazie alla determinazione di Don Giuseppe Gabana, Cappellano Militare presso la Legione "Giulia" della Guardia di Finanza di Trieste. Con sfrontato coraggio, nel 1943 Don Gabana salvò l'arredo liturgico dalla depredazione nazista rivendicandone la proprietà a nome della Santa Sede. L'intero nucleo venne così trasferito presso la neo-eretta cappella della Guardia di Finanza triestina e affidato al Vescovo di Trieste.
I beni descritti sono attualmente nella disponibilità della Galleria Antik Arte & Scienza di Milano.
Il Transatlantico REX, costruito in soli 15 mesi, fu varato il 1° Agosto del 1931, alla presenza di 200.000 persone.
Venne costruito negli stabilimenti Ansaldo di Genova, nati nel 1846 dall’idea di Camillo di Cavour, nel 1930 avevano 13.000 operai e 1.500 impiegati. Erano la più grande e completa organizzazione al mondo, in grado di ideare e costruire nelle sue officine con proprio materiale e mano d’opera, le più grandi e potenti navi militari e mercantili con i motori e tutte le apparecchiature ausiliarie, ma anche di produrre macchine elettriche di ogni tipo, locomotive a vapore ed elettriche, carri ferroviari, prodotti metallurgici d’avanguardia. Produceva anche auto, carri armati, sommergibili, artiglierie, proiettili, lancia siluri, ed apparecchiature ottiche ed elettroniche di precisone.
Fu la più grande nave costruita in Italia prima della 2° Guerra mondiale. Accoglieva 2.032 passeggeri e 850 persone di equipaggio con il massimo comfort, con cabine climatizzate e dotate di telefono.
A bordo erano disponibili due piscine, palestre, cinema e teatri, biblioteca con 2.000 volumi, studio fotografico, la chiesa con dignità di parrocchia, terme e fisioterapia, diversi negozi. Il Salone delle Feste di 500 metri quadrati in stile barocco aveva un tappeto kilim prodotto artigianalmente in Anatolia di 170 metri quadrati. La ristorazione d’eccellenza per tutte le classi, ogni giorno serviva 8.700 pasti con menù di 12 portate in 1° classe.
Il REX fu la prima nave di linea italiana ad essere utilizzata nelle crociere, era infatti dotato di aria condizionata. Dal 1931 al 1940 fu il protagonista della vita italiana ed internazionale trasportando i più importanti passeggeri dell’epoca: re, nobili, ecclesiastici, politici, poeti, cantanti, musicisti, e centinaia di migliaia di persone.
Il 16 Marzo 1933 dalla potente stazione radio del Rex in navigazione fu mandata in onda la prima trasmissione radio intercontinentale, trasmessa in diretta in America e in Europa. Milioni di persone ascoltarono l’Ave Maria di Schubert cantata dal soprano Rosa Ponselle in occasione dell’Anno Santo.
Il 16 Agosto 1933, percorrendo le 3.129 miglia da Gibilterra alla nave faro di New York in 4 giorni, 13 ore e 58 minuti, conquistò il Nastro Azzurro, l’ambito trofeo per la più veloce traversata dell’Atlantico, strappando il record ai transatlantici tedeschi “Bremen” ed “Europa”. Fu l’unica nave italiana a conquistare il primato, entrando nella storia della marineria mondiale, rilanciando l’eccellenza e la qualità della cantieristica italiana.
Nel periodo 1933 - 1940 permise a circa 50.000 ebrei di lasciare l’Europa verso gli USA, divenendo la “Nave della Salvezza”. A bordo, le leggi razziali erano sospese e c’erano in permanenza un rabbino ed un cuoco kosher.
Il 6 marzo 2024 l’equipaggio del REX è entrato a far parte del Giardino dei Giusti di tutto il Mondo di Milano con cerimonia commemorativa a Monte Stella.
Nel Maggio 1940, terminò il servizio transatlantico perché le traversate erano diventate pericolose.
Con l’entrata in guerra dell’Italia, per salvarlo dai bombardamenti su Genova fu trasferito nel porto di Trieste, facendo l’unico suo viaggio nell’Adriatico, con luci schermate e non scintillanti come sognato dal registra Fellini nel film Amarcord.
L’8 Settembre del 1944, il REX fu spostato dal porto di Trieste, per evitare i bombardamenti inglesi della città. Rimorchiato tra Isola e Capodistria si incagliò vicino alla riva. Localizzato dalla RAF inglese fu attaccato da squadriglie di bombardieri. L’inutile attacco provocò l’inclinazione/affondamento sul fianco sinistro ed un violento incendio a bordo che durò quattro giorni.
Dopo la guerra, il relitto rimase in zona Jugoslava e fu smantellato per recuperare i metalli che lo componevano.